Sul
licenziamento di San Giorgio: fuga di cervello, mobbing o delocalizzazione. I dubbi e
le ipotesi di una Natzione.
Con poche righe date in pasto alla stampa l’Amministrazione comunale ha inteso
dare il benservito alla statua che da anni accoglieva i cittadini all’ingresso
del Palazzo di città.
San Giorgio, patrono e protettore dei campobassani
trasloca dalla sua casa abituale e si trascina, non senza un grosso dispendio
di risorse (!), fuori dalla sua Galleria, con destinazione la piazza antistante
il Municipio.
Nella lettera aperta di licenziamento inviata
alla stampa, si legge a chiare lettere tra le righe il seguente messaggio
subliminale: “Grazie a Giorgio, ma non
intendiamo più avvalerci della Sua collaborazione all’interno del
Palazzo di città”.
I più ottimisti parlano solo di un
trasloco verso nuovi uffici più consoni al suo ruolo, ma dietro l’angolo
campeggia il timore di un demansionamento che porterà il nostro amato patrono,
entro breve, da cacciatore di draghi a infiocinatore di lucertole e gechi.